martedì 5 giugno 2012

Il mio cuore batte un quattro quarti distorto e fa troppo rumore per lasciarmi dormire.


Il riopan lentamente fa effetto, lentamente si spande e prende possesso del mio dolore, lo coccola, lo conforta, lo abbraccia e lo neutralizza senza pietà.
Mi fa male l'anima, la bocca dell'anima per la precisione. Acidità psicofisica a manetta mentre nelle mie orecchie suona timewave zero dei grendel. Come wash away my fears.
Vieni a lavare via le mie paure, i miei dubbi, il mio sentirmi sempre totalmente e completamente fuori dal mondo, fuori dall'attimo che passa inesorabilmente lasciando una traccia amara che solo chiudendo gli occhi e concentrandomi riesco a spazzare via.
Non so con chi sto parlando, non so se sto davvero dicendo qualcosa o sto solo riempiendo di pixel neri su fondo bianco questa piccola finestra.
Adoro questa cosa, che una volta si riempivano pagine di inchiostro e adesso si riempiono finestre di pixel. Vaffanculo l'inchiostro e i tamburi e i suoni organici, voglio che tutto sia digitale, elettrico, meccanico, chimico.
Il mio cuore batte in quattro quarti e fa troppo rumore per sopportarlo senza mettersi a urlare, senza che le mie mani inizino a tremare di paura o felicità o agitazione.
Domani mattina il sole entrerà indisturbato attraverso la rete spalancata della zanzariera e spazzerà via queste suggestioni notturne, per adesso chiudo gli occhi, chiudo gli occhi ma non dormo.
Il mio cuore batte un quattro quarti distorto e fa troppo rumore per lasciarmi dormire.
Non dormo e penso pensieri destrutturati e sconclusionati, volo tra paesaggi devastati, cieli grigio cupo e luci al neon abbaglianti, penso a notti di luna piena a urlare di felicità e disperazione, penso alla strada vuota delle cinque di mattina con l'alba che inizia a spuntare, satura di postumi di birra e vodka e risate e lacrime.
Penso che tutto va bene, e che è tutta una grandissima merda. Penso che dovrei darmi una regolata e che sono troppo regolato, che dovrei imparare a ridere di più e ad essere più serio. Penso che ogni cosa che penso si polverizza istantaneamente nel suo contrario.
E' un casino, cazzo.

mercoledì 2 maggio 2012

Nachtmahr - Can you feel the beat?


Ok, prendetevi qualche secondo per ammirare la copertina. Non è stupenda?
No, direte voi, non è stupenda.
Mah, dico io, non capite un cazzo. Si potrebbe scrivere un'intera tesi di laurea sulle implicazioni psicanalitiche dell'immagine suddetta, sui significati reconditi della mazza insanguinata delicatamente baciata dalla pulzella, sui rimandi metaforici alla perdita della verginità eccetera. Ma a noi interessa la musica no?
Questo singolo esce pochi mesi dopo il full Semper Fidelis che immagino tutti voi conosciate - sì, certo -  accompagnato dall'omonimo video che vi linko alla fine del post e che vi venga la diarrea se non vi sorbite tutta la recensione prima di vederlo.
Lo dico subito: secondo me Can You Feel The Beat? in sè è la cosa meno interessante del mini in questione, ma questo non è necessariamente un male. C'è tanta roba qui, andiamo in ordine:
Ci sono 3 inediti e sinceramente due di essi sono molto meglio della title track: (Wo Ist) Dein Gott? e Nenn' Mich Wie Du Willst sono due perle di Nachtmahr style. Beat techno, synth facile facile e ritornelli trascinanti che se non fossero in tedesco si potrebbero cantare a squarciagola dopo mezzo ascolto.
Ovviamente se come me non siete ferratissimi nella lingua più bella del mondo.
Ah vi ricordo che i Nachtmarh sono austriaci, lo puntualizzo sennò Thomas si incazza e mi manda le sue ragazze armate a prendermi a mazzate.
L'altro inedito è Geräuschplatten ed è più che altro un riempitivo, che come B side ci può stare ma che non aggiunge nulla a quello che i nostri hanno già fatto.
I pezzi forti però sono due remix della titletrack a opera di due mostri sacri dell'aggrotech: Grendel e Uberbyte. Trascinanti e a modo loro geniali entrambi, sopratutto quello dei Grendel che è un concentrato di energia esplosiva, a differenza dell'originale. Non riuscirete a stare fermi mentre lo ascoltate, ve lo assicuro.
Capitolo successivo è Verräter an Gott, anch'esso presente sul full e qui remixato da [X]-RX e da sua maestà Suicide Commando. L'impronta SC si sente eccome: beat sismico e distorsioni a palla.
Memmaker propone un remix sfacciatamente techno che lascia un po' il tempo che trova, non è sgradevole ma non lo ricorderete dopo averlo ascoltato.
Ultimi due pezzi: Rise and Fall - uno dei miei pezzi preferiti di Semper Fidelis - qui remixato da un certo Patrick Damiani (non mento, non lo conosco) con tanto di chitarre elettriche rocciose un po' alla Rammstein, almeno forse nelle intenzioni. 
Ultimo capitolo è un altro remix della titletrack ad opera dei Population Rioters, vincitori del concorso  di remix dedicato alle band emergenti. In realtà non è proprio un remix ma un pezzo a parte con inseriti qua e là spezzoni di CYFTB. Personalmente l'operazione non mi convince granchè: il tutto risulta molto disorganico e  un po' sconclusionato.
E con questo chiudo e vi lascio al video, che è quasi un film ed è molto molto ben fatto.
Ah loggatevi sul tubo e mettete che vi accollate di vederlo che il video è vietato ai minori, anche se non capisco perchè.